Il Territorio

La potenzialità viti-vinicole di un territorio come il Tavoliere delle Puglie può essere compreso solo considerando l’interazione di quattro fattori fondamentali: Il vitigno, il suolo, il clima e l’uomo. Interazione che viene riassunta con un termine francese “Terroir”. Il vitigno è, ovviamente, il Nero di Troia. Il suolo e il clima sono quelli di questa ricca terra mediterranea che ha visto il succedersi di civiltà e popoli che hanno perpetuato la coltivazione della vite, lasciando testimonianze storiche, architettoniche e gastronomiche del loro passaggio. L’Uomo - che per questa terra è ben sintetizzata dalla figura di Federico II – la cui opera chiamiamo “Cultura”.
La zona di produzione dei vini Tavoliere delle Puglie Doc è localizzato nella parte settentrionale della regione. Terreni che si trovano circondati a nord-ovest dal sub-appenino Dauno e a nord-est dal promontorio del Gargano. Discendendo verso sud i terreni diventano dolci colline tipiche della Murgia e che declinano verso est sul mare Adriatico. Un anfiteatro montagnoso, che si eleva a nord, insieme alla presenza del mare a sud-est che garantiscono una discreta escursione termica, tra le stagioni e tra il giorno e la notte, ideale per la formazione di composti aromatiche dell’uva.Il clima è tipicamente mediterraneo con inverni miti e autunni discretamente piovosi, che apportano una giusta riserva idrica per i vigneti. Un’estate caldo- secca infine conduce alla piena maturazione dei grappoli di Nero di Troia prima della vendemmia che avviene a Settembre. I suoli sono caratterizzati da calcari tipici della parte più orientale della Doc ma non mancano zone più argillose e quelle sabbiose. Un giusto mix di combinazioni per l’accumulo d’acqua durante la fasi più siccitose e una ricca componente minerale.I sistemi di allevamento della vite tendono alle più moderne e pratiche, dal punto di vista agronomico, spalliere come il guyot e il cordone speronato ma rimangono comunque anche impianti coltivati con sistemi più tradizionali come l’alberello, la pergola pugliese e il tendone.I vigneti da cui si ottengono i vini della Doc Tavoliere delle Puglie (o più semplicemente Tavoliere Doc) sono nei seguenti comuni: Lucera, Troia, Torremaggiore, San Severo, S. Paolo Civitate, Apricena, Foggia, Orsara di Puglia, Bovino, Ascoli Satriano, Ortanova, Ordona, Stornara, Stornarella, Cerignola, Manfredonia, Trinitapoli, S. Ferdinando di Puglia e Barletta.image 2
Le potenzialità agricola e pastorale di questo territorio è stato da sempre sfruttata partendo dalle prime testimonianze in grotte risalenti a circa 3000 anni a.C. Pastori nomadi che vengono poi raggiunti ad affiancati dai primi agricoltori stabili delle zone costiere, ricacciati verso l’interno dall’arrivo di nuove popolazioni illiriche e greche. In questo periodo si inserisce il mito di Diomede, l’eroe greco che avrebbe introdotto il Nero di Troia nel Tavoliere.Di sicuro tra le nuove popolazioni illiriche troviamo i i Dauni, agricoltori che si attestano poi come popolazione prevalente già dall’VIII a.C. Le testimonianze della loro presenza sono le Stele Daunie, che rappresentavano sculture funerarie incise e decorate. Compaiono i primi agglomerati urbani.La conquista della Puglia da parte dei Romani, interessati sia alle fertili pianure pugliesi sia come punto di partenza per la conquista del mediterraneo, si completa nel 260 a.C. L’importanza della zona in periodo imperiale è testimoniata dalla via Traiana che appunto passava da Aecae, odierna Troia, per congiungere Roma a Brindisi.La caduta dell’impero d’occidente lascia aperto il territorio a diverse guerre per il predominio tra Bizantini, Goti, Longobardi e Saraceni. Durante la presenza dei Bizantini la Daunia assunse il nome di Capitanata (in origine “Catapanata”, cioè terra amministrata da un “Catapano”, funzionario Bizantino, termine poi trasformatosi in “Capitano”). Il Medioevo vede quindi un periodo di forte instabilità politica e di numerose guerre e scorribande, vengono costruite numerose fortificazioni e castelli che rimangono ancora oggi nel patrimonio architettonico del Tavoliere e della Puglia in generale. L’avvento dei Normanni e poi degli Svevi decreta un periodo piuttosto tranquillo e soprattutto di una grande fioritura culturale. La Capitanata si trova ad essere l’anello di congiunzione tra l’Occidente e l’Oriente. Lucera, San Severo e Foggia diventano centri importanti del potere ed e dell’economia, fortemente legata all’agricoltura e alla pastorizia.L’apice si raggiunge sotto la dominazione di Federico II che appunto prediligeva queste terre, facendo di Foggia una sede imperiale e Lucera, la sede del suo esercito più fidato composto da Saraceni. Il “Puer Apuliae” eclettico imperatore lascia la sua impronta in tutti i settori della vita culturale della regione, visibili tuttora attraverso l’architettura di fortezze, castelli e palazzi che rendono unico il paesaggio del Tavoliere.Il periodo di unità e di discreta tranquillità viene scosso dall’avvento degli Angioini che pur seguendo le orme degli Svevi videro aumentare lo scontro tra i diversi feudi e le scorribande Saracene. La Capitanata diventa comunque sempre più importante dal punto di vista economico, con la costruzione di Masserie e Casali, aumentando notevolmente la sua produzione agricola e la pastorizia. Lucera e San Severo diventano i centri più importanti della zona, che possono contare sulle città della costa per smerciare tutte le loro produzioni. Con l’avvento degli Aragonesi ed il passaggio sotto l’influenza spagnola inizia il declino della zona dal punto di vista economico. Il Mediterraneo perde importanza come sede di scambi commerciali in favore delle rotte Atlantiche, mentre nel Sud - Italia vengono favoriti i centri più vicini alla Spagna posti sulla costa tirrenica.Troia02
Agricoltura e pastorizia sono state sempre la colonna portante dell’economia del Tavoliere già dai primi insediamenti del neolitico. Il clima mediterraneo ha favorito il fiorire delle colture che hanno determinato la crescita di stati e imperi. Vite, Olivo e Grano hanno sempre caratterizzato il paesaggio della Murgia e della Daunia. Mentre i pastori attraversavano la Capitanata con le Transumanze. Un patrimonio agricolo che è stato arricchito da nuove “contaminazioni” provenienti da altri paesi e continenti, un esempio per tutti il pomodoro, importato dalle Americhe, che ha trovato qua una delle zone più vocate alla sua coltivazione. Alle eccellenti materie prime si sono unite la saggezza contadina e le diverse influenze culturali, delle dominazioni che si sono susseguite, nella loro lavorazione e preparazione. Quella che una volta veniva definita “cucina povera” ora è diventata la cucina più richiesta al mondo.La coltivazione della vite è sempre stata associata a quella delle olive e la produzione dell’olio, non fa eccezione il Tavoliere che può vantare la presenza di numerosi oliveti secolari e frantoi. L’esistenza di diverse varietà autoctone, quali la Coratina, l’Oglialora Garganica, la Rotondella e la Peranzana sono solo alcune di quelle presenti nella zona e che rientrano nella produzione di due oli extra vergini di oliva Dop: il Dauno a nord e più a sud in quello delle Terre di Bari.La produzione di Grano Duro e il Pomodoro nella provincia di Foggia risultano ai primi posti a livello nazionale per qualità e quantità.La pastorizia, il settore caseario con la produzione di provole, provoloni, burrate e stracciatelle. Il pesce grazie alla presenza di una delle Marinerie più grandi della regione, quella di Manfredonia.Il settore dell’orto-frutta è molto ricco. Un elenco infinito di prodotti che vengono sapientemente miscelati nella cucina locale.Se, nella storia recente, la tendenza di queste produzioni agricole e di trasformazione alimentare avevano perso importanza si è giunti ora ad un punto di svolta. Una forte attenzione alla biodiversità, una preoccupazione crescente verso la qualità dei cibi e la provata salubrità della “dieta mediterranea” hanno posto le basi per il rilancio di una nuova valorizzazione del patrimonio agricolo del Tavoliere.Cibo04